Tripadvisor non aggiorna il database delle strutture


All’inizio non volevamo crederci, ma dopo qualche verifica abbiamo riscontrato che Tripadvisor non aggiorna il database delle strutture. Diversi albergatori ci hanno scritto dicendo che avevano cambiato il nome all’hotel, avevano venduto e si erano dati alla macchia, che il loro ristorante era stato abbattuto dal terremoto…. insomma, chi per un verso e chi per un altro avevano cessato l’attività. Di conseguenza avevano subito informato gli enti statali della chiusura e tra questi avevano mandato una comunicazione anche a Tripadvisor e agli altri portali. Tutti, e dico tutti, non hanno battuto ciglio e hanno rimosso le attività dai database (alcuni scrivendo anche 2 righe di dispiacere per la chiusura dell’attività).

Tutti, tranne uno…

Infatti i nostri cari amici di Tripadvisor, oltre a non rimuovere l’attività per dare un’informazione completa ai milioni di persone che si rivolgono al sito di recensioni, richiedono cose assurde prima di rimuovere la struttura. Infatti hanno avuto il coraggio di richiedere documenti riservati ed ufficiali come l’atto di cessione, le cause legate alla chiusura dell’attività e le date esatte.  Ovviamente sono stati informati gli organi competenti per un’indagine per capire quanto sia legittimo impossessarsi di documenti così privati e con quale titolo. Sono già partite le prime 17 querele da parte di albergatori che sono nella stessa situazione del nostro Pinco Pallino che già qualche settimana fa ci aveva scritto.

Nel frattempo invitiamo tutti a diffidare di Tripadvisor che non aggiorna il database delle aziende, fornendo così informazioni errate (oltre a quelle false per dirottare i clienti sui suoi alberghi) a tutti gli utenti del web.

Complimentoni e a risentirci.

Guest Advisor

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NUOVA SANZIONE PER TRIPADVISOR: 10 MILIONI DI DOLLARI


Cari amici, è con estremo piacere che vi aggiorno sulla question Trip Advisor, in quanto un albergatore americano ha richiesto la sanzione di 10.000.000 $ per essere stato inserito da Trip Advisor (ovviamente senza nessun consenso e autorizzazione da parte dell’albergatore) nella classifica degli hotel più sporchi d’America.

Kenneth Seaton, proprietario
del Resort Grand Hotel
(Tennessee, USA), ha citato
in giudizio Tripadvisor
chiedendo un risarcimento
da dieci milioni di dollari,
dopo che il suo albergo
è stato posto in testa alla
lista degli hotel più sporchi
d’America, in un elenco
pubblicato a gennaio.
Il ricorso denuncia l’inadeguatezza
del sistema di rating (is flawed and inconsistent
and distorts actual performance and perspective)
ed evidenzia il fatto che - a causa del sondaggio
di Tripadvisor - l’albergo ha perso la fiducia dei suoi
clienti, che potrebbero non ritornare.

Tripadvisor da DENUNCIA! Nuova? Questa sì


Questa la breve ma significativa storia che mi sono visto recapitare da un albergatore:

Buonasera, mi chiamo Pinco Pallino e leggendo il suo blog ho visto che la cosa si sta facendo molto seria riguardo questo colosso di ingiustizia che si chiama Tripadvisor. Il mio caso è un pò complesso e soprattutto doloroso, in quanto alcuni mesi fa sono stato costretto a prendere la decisione difficilissima e amara di chiudere il mio albergo-ristorante. Purtroppo abbiamo provato in tutte le maniere ma senza successo a parte durante la bella stagione. Ed ora che il movimento dei turisti sta calando sensibilmente e in questo periodo di crisi siamo stati costretti a chiudere.

Per questo motivo abbiamo scritto al Centro Assistenza di Tripadvisor comunicando che la struttura sarebbe stata chiusa di lì a poco e che per tanto dovevano rimuoverla dai loro siti e portali. Non sapete quanta fatica mi è costata fare anche questo passo, ma quando si chiude, si chiude tutto per bene una volta per tutte. Sapete cosa mi hanno risposto in un modo distaccato e freddo? Mi hanno detto che volevano sapere il motivo per cui io chiudevo la mia attività e soprattutto mi hanno chiesto di fornire dei documenti ufficiali che attestassero che avevo chiuso. Ma vi rendete conto? Un disgraziato deve chiudere l’attività e questi infami si preoccupano di richiederti documenti sensibili per attestare la fine di un’attività. Fanno davvero schifo!!! Ho informato subito il mio avvocato che mi ha detto che quei documenti non possono essere nè richiesti nè tanto meno forniti a chi te li richieda. Soprattutto un portale di giudizi malfamato e sotto inchiesta continua come Tripadvisor.

Morale della favola, ho inviato la comunicazione di chiusura dell’attività senza spiegare tante cose e ho informato il mio avvocato che sta studiando il modo migliore per fargli pagare una bella multa ed ottenere un bel rimborso. Tipo l’ultima che hanno pagato e che anche voi menzionate nel blog: 430 mila euro di multa per aver depistato ed ingannato i clienti facendoli prenotare nelle loro strutture. Infami maledetti!!! Altro che 430 mila…. una multa di 5 o 6 milioni di euro gli dovevano fare, altro che!

Appena ho delle news vi informo subito.

 

Cari saluti e se vedo il gufo non preoccupatevi: lo abbatto!

 

P.P.

TRIPADVISOR, EXPEDIA E HOTELS.COM MULTATI DI € 430mila!!!


SOLO € 430.000 DI MULTA: DIFFIDA DEL GUFO SPIONE!!!

Il Tribunale di Parigi ha condannato nei giorni scorsi Expedia, TripAdvisor ed Hotels.com a pagare una multa da 430mila Euro per aver messo in atto pratiche sleali e ingannevoli.
Expedia è stata accusata di aver generato confusione tra siti d’opinione (Tripadvisor, di proprietà dello stesso Expedia) e siti commerciali, fornendo informazioni sbagliate sulla disponibilità di posti in certi alberghi ed indirizzando gli utenti verso altri hotel, partner commerciali del sito stesso. La sentenza del Tribunale di Parigi, emanata su istanza di Synhorcat (l’associazione francese degli albergatori), costituisce un importante successo
dell’azione che Hotrec (l’organizzazione europea degli alberghi, ristoranti e bar), insieme a Federalberghi e alle altre associazioni nazionali, sta promuovendo in tutti i paesi
europei per contrastare le pratiche commerciali scorrette. Nello stesso solco si muove
la comunicazione che  Federalberghi ha recentemente indirizzato al Ministro del Turismo ed a tutte le forze politiche, per richiedere l’adozione di un provvedimento contro le recensioni anonime. Sino a quando il comportamento dei siti di recensione alberghiera e
di quelli di prenotazione  on line continuerà a non assicurare trasparenza ed efficienza al mercato, gli albergatori continueranno la propria battaglia, utilizzando tutti gli strumenti
disponibili per la tutela dei propri diritti, nell’interesse primario dei consumatori. Expedia, multa da 430mila euro.
La notizia non può altro che farci piacere, ma vorremmo tutti vedere la notizia che questi disonesti vengano multati per la questione delle recensioni false, per l'impossibilità di rimuovere una struttura (la propria) dai loro canali, per il fatto dell'anonimato sulle recensioni. Insomma, sempre per le solite storie.
Tuttavia per adesso, continueranno a fare i loro sporchi affari ma con € 430mila in meno!
Guest Advisor

MULTA DA € 430mila A EXPEDIA, TRIPADVISOR E HOTELS.COM


SOLO € 430.000 DI MULTA.
Il Tribunale di Parigi ha condannato nei giorni scorsi Expedia, TripAdvisor ed Hotels.com a pagare una multa da 430mila Euro per aver messo in atto pratiche sleali e ingannevoli.
Expedia è stata accusata di aver generato confusione tra siti d’opinione (Tripadvisor, di proprietà dello stesso Expedia) e siti commerciali, fornendo informazioni sbagliate sulla disponibilità di posti in certi alberghi ed indirizzando gli utenti verso altri hotel, partner commerciali del sito stesso.
La sentenza del Tribunale di Parigi, emanata su istanza di Synhorcat (l’associazione francese degli albergatori), costituisce un importante successo dell’azione che Hotrec (l’organizzazione europea degli alberghi, ristoranti e bar), insieme a Federalberghi e alle altre associazioni nazionali, sta promuovendo in tutti i paesi
europei per contrastare le pratiche commerciali scorrette. Nello stesso solco si muove
la comunicazione che Federalberghi ha recentemente indirizzato al Ministro del Turismo ed a tutte le forze politiche, per richiedere l’adozione di un provvedimento contro le recensioni anonime. Sino a quando il comportamento dei siti di recensione alberghiera e
di quelli di prenotazione on line continuerà a non assicurare trasparenza ed efficienza al mercato, gli albergatori continueranno la propria battaglia, utilizzando tutti gli strumenti
disponibili per la tutela dei propri diritti, nell’interesse primario dei consumatori. Expedia, multa da 430mila euro

Vediamo se gliene fanno un’altra per queste cazzo di recensioni! Maledetti