Recensione su Groupon


Carissimi,

eccoci qua a parlare dell’esperienza che è stata fatta ed inviatami da uno di noi riguardo a Groupon. Se ne son dette ormai tante, ma credo che questa esperienza possa aiutarci a capire più a fondo il meccanismo e di sicuro servirà anche a tutti quegli utenti e clienti che se ne servono. Sì, perchè alla fine il problema non è mica del ristorante, dell’attività, dell’albergo, ma il problema è legato a chi ha inventato questo fantastico modo di vendere e comprare. L’unico imperativo è RISPARMIARE. Ok, ma a che prezzo?

Di sicuro ce lo dice Peppo (diamogli questo nome) il prezzo che l’attività che si affida a Groupon deve pagare: il 50% di sconto sui prezzi ufficiali + il 40/50% di commissione a Groupon, e su quello che rimane, si toglie anche il 21% di IVA. Capito che roba? Magari vendi 300 coupon e riesci a incassarli tutti (il che non è sempre così scontato nonostante quello che ti dicono al telefono le simpatiche e amiche di Groupon che ti fanno firmare il contratto), insomma, vendi 300 coupon e sei contento come una Pasqua. E magari li incassi subito, ma questo poco importa. Cavolo, 300 pranzi, o 300 notti (che in genere si tratta di un pacchetto di 2 notti, quindi 600 notti)… sono numeri interessanti che subito ti fanno contento. Ma a che prezzo? Se fai per bene due conti, considerando la clientela media di chi compra su questi portali, ci rimetti un botto di soldi. Anche perchè oggi come oggi su 7 giorni che Dio ha creato, quando è che vogliamo utilizzare il coupon? E’ chiaro: il sabato! Solo e soltanto il santissimo sabato! Cavolaccio, ma ci sono 7 giorni, perchè tutti su uno? Stando sui conti a Peppo rimane il costo della biancheria per 2 giorni, di tutto il personale, delle spese fisse e non ci fa pari. Ma nel frattempo si è bruciato tutte le possibilità di avere clienti “normali” che pagano il prezzo normale. Quindi si parla di RIMESSA TOTALE. E le grouponine al telefono ti dicono che i clienti faranno un sacco di extra, che resteranno per più notti e che ai clienti gli puoi far pagare anche l’aria che respirano perchè hanno una bella vacanza ad un prezzo assurdo. Assurdo… Mica tanto dal punto di vista di chi compra. E’ che chi compra ad un prezzo stracciato (vacanza da € 700.00 a soli € 250.00) non sa che poi il 50%+21% di IVA se li becca Groupon (o Groupalia, o Prezzo Felice o chicchessia). Non lo sa. Pensa di aver fatto l’affare della vita. Ed è così che si ammazza il turismo. Ma a questo ci arriviamo dopo.

Andiamo ad analizzare la persona che compra su Groupon e nel nostro caso va in vacanza due notti in un albergo di lusso con una super cena a € 250.00 invece che € 700.00. Intanto se sei un minimo sveglio ci arrivi anche da solo che sotto c’è qualcosa che puzza. Ma mettiamo che pensi che sia davvero una maxi offerta per farsi pubblicità. Arrivi in hotel e ti senti già subito quasi in imbarazzo, perchè invece che pagare 700 paghi 250, quindi qualche  cosa non sarà al posto giusto. Mi daranno una camera senza finestre? O forse le 35 portate della cena che sono comprese nel coupon sono solo assaggi? O è cibo andato a male? Oppure mi fanno pagare il coperto e il vino € 100.00 a testa? Insomma, mille domande ronzano nella mente del cliente che ha acquistato su Groupon e si presenta in hotel già un pò prevenuto. E si riconoscono da un miglio di distanza quelli che hanno comprato il coupon. Impauriti, ma allo stesso tempo pretenziosi, leggermente alterati se non gli dai la camera che vogliono, timorosi ma aggressivi. E ci credo, poverelli. Da qualche parte il trucco ci sarà. O no? Fanno il loro soggiorno cercando di evitare ogni extra possibile: a cena non bevono, niente dolce, niente vino, niente notte aggiunta… insomma, niente di niente. E questa la chiamano vacanza: tutti in guardia a non spendere e dall’altra parte l’albergatore. Che in effetti li guarda un pò incazzato, un pò con compassione e un pò incuriosito: perchè questi sciagurati comprano una vacanza che costerebbe 700 e soli 250 e non gli viene in mente che sia una bufala? Perchè lo sanno tutti che è una bufala. I prezzi di listino, per restarci dentro e avere un rientro accettabile, Peppo li ha dovuti triplicare, portando una camera a 300 euro a notte invece che a 100. Così il 50% sul listino diventa € 150.00 e il 50% a Groupon mi diventa 75.00. Meno l’IVA, Peppo incassa 59.25 lorde a notte a cui poi deve togliere tutte le spese. Lasciamo perdere la perdita al ristorante. Quindi una camera che normalmente vende a € 100.00, con Groupon la vende a € 59.25. Ma ha dovuto triplicare i prezzi da listino, sennò addio. E’ abbastanza chiaro il concetto?

Il problema quindi è: perchè regalare il 50% + 50% + 21% a un portale come Groupon? Questa è la domanda che dobbiamo fare e che si è fatta anche Peppo e che si devono fare gli acquirenti di Groupon. Sembra che sia diventato l’unico modo per vendere. Ma ci rendiamo conto? Eppure il sito internet di quell’albergo che si trova su Groupon ha un’offerta simile pubblicata in homepage.

Ci sono 6 buoni motivi per non prenotare con questi portali, ma direttamente dal sito diretto dell’hotel, o del ristorante o di quello che volete:

1) Il contatto diretto con la struttura è sempre migliore. E’ già un test quello del telefono per capire dove andiamo e da chi andiamo in vacanza

2) Non paghi tutto e subito: al massimo lasci i dati della carta di credito, ma non c’è l’addebito diretto

3) Sei sicuro che prenotando direttamente avrai il trattamento che prenoti senza timore di essere trattato da cliente di serie B

4) Magari risparmi qualche euro perchè prenoti direttamente e forse hai anche qualche omaggio per la prenotazione diretta (leggetevi l’articolo Portale o prenotazione diretta?).

5) L’albergatore è contento perchè vende al prezzo che ha deciso senza dover regalare il 50% di commissione (roba da pazzi) a nessuno e tratta il cliente come fosse un re, perchè ha preferito prenotare direttamente con l’albergo invece che altrove.

6) Il cliente è tranquillo di avere quello per cui paga e sa che prenotando direttamente avrà un trattamento migliore rispetto ad altri che hanno scelto altre vie (dispiace, ma è la realtà dei fatti).

Quindi, alla fine della storia ecco il consiglio di Guest Advisor a tutte le imprese: usate pure questi portali come Groupon, ma concedete pochissime camere di base (ve ne chiederanno 200). E poi quando vi contatta il cliente per sapere se quella offerta è vera o è una bufala, oppure per sapere se c’è disponibilità, invitatelo a prenotare direttamente con voi. Senza troppi giri di parole: basta dire: “Se prenota con noi avrà una bottiglia di vino in omaggio”. Bottiglia che al ristorante costa € 2.50 e non è certo uguale al 50% di commissione al portale. Così facendo anche il cliente è più contento perchè ha una bottiglia di vino omaggio, non gli prelevano tutti i soldi sulla carta e sarà trattato come un cliente VIP.

Questo invece il consiglio per i clienti di Groupon: guardatevi tutte le offerte del mondo su questi siti. Poi ne scegliete una, quella che vi piace. Prendete i recapiti diretti e comprate o prenotate direttamente. Avrete lo stesso prezzo, forse qualche euro in meno, di sicuro un omaggio, certamente un trattamento speciale e sopratutto farete la gioia di chi lavora e vi accoglierà.

Il gioco mi sembra piuttosto semplice. Non si regala niente a nessuno e si continua ad andare in vacanza come una volta: scrivo una mail, faccio una telefonata…. contatto diretto è sicurezza al 100%

A questo punto, spero facciate tesoro dell’esperienza di Peppo e dei miei consigli: ne vale la pena per non far morire almeno il turismo in Italia.

Vostro, Guest Advisor

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Paura e spavento: allotment anche per i portali di prenotazione?


Carissimi, da qualche giorno ormai è sempre più certa l’ipotesi che anche i grandi colossi come Expedia, Booking.com e forse anche HRS, più che semplici portali di prenotazione che ogni giorno si appropriano del 15/25% dei nostri profitti, si trasformino in veri e propri tour-operator e grandi agenzie.
Praticamente, oltre ad essere una vera e propria tassa (si parla di un minimo di € 1700.00 al mese per strutture con circa 10 camere), i portali di pre orazione on-line per garantire l’inserimento ed il mantenimento della struttura nel portale, richiederanno un minimo di allotment.
MA STIAMO SCHERZANDO?
Oltre tutte le commissioni che regaliamo a questi portali dobbiamo anche dargli delle camere che solo loro possono vendere? Sarebbe il colmo, ma è ormai quasi una certezza che sta piano piano prendendo piede.
Mi scrive un albergatore di Vicenza che gli è andato a far visita un impiegato di Booking.com (tanto per non fare nomi) proponendo l’inserimento della struttura su questo potente portale in cambio di una commissione del 20% e di 2 camere su 12 in allotment in alta stagione.
Ecco cosa sta succedendo.
Lascio aperto il campo a domande e risposte e poi vi dico come mi comporterò io con la mia struttura e cosa

secondo me sarebbe giusto fare.
Intanto un saluto da Guest Advisor.

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